Il piccolo Samuel stava facendo girare all'impazzata il mappamondo, con quella ferocia e svogliatezza che solo un bambino di 3 anni può avere. Continuò finché Ferdinando, proprietario della palla girante non entrò dalla porta ed iniziò a strillare contro Samuel per farlo smettere ed invocando la madre per un supporto più autorevole.
Ferdinando adorava Samuel ma l'irriverenza che questi mostrava per tutti quegli strani oggetti che arredavano la piccola cameretta gli faceva saltare i nervi. Sfere di tutte le dimensioni che rappresentavano terra, pianeti e stelle varie, piccola riproduzione di pendoli e di altri esperimenti scientifici del passato compreso un termometro ambientale che riproduce l'esperimento di galileo, uno più grande e con le bolle tutte colorate che il padre di Ferdinando e Samuel aveva ricomprato per sostituire il primo: più piccolo e con le bolle tutte blu. Si, perché Samuel in una delle sue innumerevoli incursioni in quella camera tanto strana quanto curiosa ai suoi occhi riuscì a salire indisturbato sulla sedia della scrivania e giunto in quella posizione di supremazia iniziò a giocherellare con tutto quanto gli venne a tiro, compreso quel cilindro pieno d'acqua. Finché, in una delle innumerevoli acrobazie che gli stava facendo fare gli scivolò di mano. Con un fragoroso tonfo si fracassò al suolo richiamando solo in quel momento l'attenzione di madre e padre. Precipitatisi sul luogo del delitto trovarono Samuel piangente ancora sulla sedia. Come dire a Ferdinando l'accaduto? Lo ripeteva sempre lui piagnucolando: prima o poi mi romperà qualcosa!
Ed ecco che quella profezia, non così improbabile si era appena avverata.
Allora il padre di Ferdinando era corso a comprare un altro di quei termometri e per non fare arrabbiare troppo il figlio maggiore, lo aveva preso più grande e bello.
Dopotutto Fenny, come Samuel ormai lo aveva suo malgrado ribattezzato, era poco più che un bambino. Si più intelligente e curioso di tutti i suoi coetanei, intenti a smanettare con Play Station e console varie, ma sempre un dodicenne era.
Fin dalla più tenera età aveva messo a dura prova la pazienza di parenti e di quanti gli venivano a tiro con domande improbabili e di difficile risposta per delle culture medie. Crescendo aveva imparato a chiedere al cervellone di Google, prima con l'ausilio del padre e da un paio di anni anche da solo. Quel suo insegnante virtuale non lo tradiva mai: gli dava sempre esaurienti risposte alle sue curiosità più strane.
Quel pomeriggio era entrato in camera per recuperare la bussola e il binocolo. Papà era rientrato prima da lavoro con una notizia sensazionale: quel giorno al crepuscolo una cometa avrebbe attraversato il cielo e si era proposto di provare a cercarla dal giardino insieme a Fenny. Presi gli "attrezzi" e staccato il fratellino dal mappamondo si era diretto in giardino seguito di corsa da un divertito Samuel.
Direzione sud-ovest individuata con l'aiuto della bussola. Ecco la luna...la cometa dovrebbe apparire alle 18:40 alla sua sinistra. L'orologio di Papà segna le 18:35. Ancora 5 minuti e per Fenny sarà un momento magico. Alle 18:38 ecco che riappare Samuel: sta rincorrendo il gattino della villetta vicina. Nessuno fa in tempo a fermare il piccolo prima che compia il suo ennesimo disastro: nell'inseguimento della piccola bestiola Samuel inciampa su una pietra e cade malamente su un'estremità dell'altalena. Nella parte opposta, Fenny in uno dei suoi tanti esperimenti aveva lasciato un secchio riempito a metà di acqua che in modo alquanto singolare volò proprio sulla sua testa, bagnandolo e facendogli perdere l'istante magico della comparsa della cometa.
Anche questa sera Samuel si sarebbe salvato: il suo pianto stava già sciogliendo la rabbia di Ferdinando.
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